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Thick as Thieves voleva essere un’evoluzione degli immersive sim e dei giochi sullo stile di Thief, aggiungendo però una componente multiplayer competitiva per quattro giocatori. Doveva essere, sulla carta, un’esperienza PvPvE ricca di variabili e possibilità.

Quell’idea è tuttavia stata accantonata a poche settimane dall’uscita, riportando il nuovo progetto di Warren Spector sui binari di un’esperienza in prima persona fruibile in singolo o in cooperativa insieme a un compagno, eliminando così la parte potenzialmente più originale sul piano delle situazioni emergenti e arrivando purtroppo all’appuntamento del lancio con pochissimi contenuti.

Ambientazione e personaggi

Thick as Thieves ci conduce nella città fittizia di Kilcairn: un luogo suggestivo e intriso di mistero, in cui magia e tecnologia convivono. Il nostro personaggio vuole guadagnarsi un posto nella gilda dei ladri e per questo si sottopone a una sorta di iniziazione, che sarebbe poi il tutorial del gioco: un breve percorso in cui vengono illustrate le meccaniche di base e si entra in possesso dei primi, importanti strumenti del mestiere.

Gameplay e struttura

La nuova creatura di Warren Spector si presenta come un action stealth in prima persona dai tratti classici, in cui bisogna muoversi accovacciati per non fare rumore (c’è un indicatore apposito), memorizzare i percorsi delle guardie, metterle fuori combattimento alla bisogna, evitare le trappole e muoversi attraverso le ampie sale e i passaggi nascosti di due differenti mappe, Constables Guildhall ed Elway Manor.

Contenuti e realizzazione

Thick as Thieves si presenta al debutto con pochissimi contenuti, due personaggi e due mappe: una dotazione davvero essenziale, che però si sposa con il prezzo estremamente ridotto del gioco (appena 4,99€ su Steam) e con l’idea di un percorso che porterà gli sviluppatori di Otherside Entertainment ad arricchire progressivamente il pacchetto. A pagamento, immaginiamo.

È dunque una sorta di “accesso anticipato non dichiarato”, quello che ci siamo trovati di fronte: un impianto che mostra in azione le meccaniche dell’esperienza, i suoi pregi ma anche e soprattutto i suoi difetti, legati a una realizzazione tecnica soltanto discreta (eppure il design alla Dishonored prometteva bene) e alla generale legnosità dei controlli, dei movimenti e di tutte le interazioni con lo scenario, i nemici e i dispositivi di sicurezza.

La recensione finale è che Thick as Thieves si presenta come un action stealth in prima persona caratterizzato da meccaniche tradizionali, un focus sull’elemento extraction e una modalità cooperativa senz’altra piacevole, laddove la si possa affrontare insieme a un amico. Gli elementi PvP eliminati avrebbero reso l’esperienza più interessante? Non potremo mai saperlo, ma quel che è certo è che il nuovo titolo diretto da Warren Spector si è presentato al lancio con un gameplay un po’ troppo approssimativo e pochissimi contenuti: vedremo se e come migliorerà da qui ai prossimi mesi.

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Press Release

Di Redazione NerdAuthority

Questo articolo è stato generato o tradotto automaticamente da fonti pubbliche, verificato e adattato dalla redazione digitale.

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