Dadi trasparenti con piccoli fiori sospesi, set che sembrano contenere una galassia, d20 con occhi mostruosi, ingranaggi o frammenti metallici. Quello dei dadi artigianali è un mercato piccolo, ma decisamente affascinante: unisce gioco di ruolo, collezionismo e artigianato.
Ma si può davvero trasformare questa passione in un’attività redditizia in Italia? Ecco la nostra guida in 3 parti
La risposta breve è sì, ma con una precisazione: colare della resina dentro uno stampo è relativamente semplice; produrre dadi belli, bilanciati, privi di bolle e abbastanza curati da essere venduti a 50, 70 o 100 euro richiede esperienza, attrezzatura e parecchio lavoro manuale.
Vediamo quanto costa iniziare, cosa bisogna comprare, quanto tempo serve per realizzare un set e quale potrebbe essere il guadagno reale.
Quali dadi bisogna produrre?
Un set standard per giochi di ruolo è normalmente composto da sette dadi:
- un d4;
- un d6;
- un d8;
- due d10, di cui uno percentuale;
- un d12;
- un d20.
Il prodotto più richiesto non è il semplice dado colorato, facilmente reperibile a pochi euro, ma il set artigianale caratterizzato da bordi netti, colori particolari e inclusioni decorative.
La concorrenza industriale sul prezzo è impossibile da battere. Il vero prodotto, quindi, non è soltanto il dado: è un piccolo oggetto artistico destinato a giocatori e collezionisti.
Su Etsy i set artigianali vengono proposti frequentemente tra circa 30 e 60 euro, mentre le lavorazioni più elaborate possono superare gli 80 o 100 euro. Si trovano, per esempio, set italiani intorno ai 44 euro e lavorazioni artigianali da circa 57 euro. I prezzi scontati presenti sulla piattaforma, però, non sempre corrispondono al reale prezzo medio di vendita. Etsy – dadi in resina, Etsy – set di dadi fatti a mano.
Cosa serve per cominciare
Esistono due modi per avviare il laboratorio:
- comprare uno stampo già pronto;
- creare i propri stampi partendo da dadi master.
La prima soluzione è economica e permette di imparare. La seconda consente di sviluppare una forma, una dimensione e un carattere tipografico riconoscibili, ma richiede un investimento maggiore.
Attrezzatura minima per sperimentare
| Attrezzatura | Costo indicativo |
|---|---|
| Stampo in silicone per 7 dadi | 15–50 € |
| 1 kg di resina epossidica trasparente | 25–45 € |
| Pigmenti, mica e glitter | 15–30 € |
| Bicchieri, bastoncini e pipette | 10–20 € |
| Guanti in nitrile e occhiali protettivi | 15–30 € |
| Carta abrasiva ad acqua | 10–20 € |
| Pasta lucidante | 10–20 € |
| Colori acrilici per i numeri | 5–15 € |
| Bilancia digitale di precisione | 10–20 € |
| Piccole scatole o sacchetti | 10–30 € |
| Totale indicativo | 120–280 € |
Con questo equipaggiamento si possono produrre i primi dadi, ma il risultato potrebbe contenere bollicine. È sufficiente per imparare e capire se il mestiere piace, non necessariamente per vendere un prodotto premium.
Alcuni stampi economici hanno inoltre numeri poco definiti, chiusure imperfette o superfici che richiedono molto lavoro di levigatura.
Il laboratorio adatto alla vendita
Per ottenere risultati professionali serve soprattutto una camera a pressione, chiamata comunemente pressure pot.
Durante l’indurimento, la pressione comprime le bolle presenti nella resina fino a renderle praticamente invisibili. Non è la stessa cosa di una camera del vuoto: quest’ultima può aiutare a degassare materiali e silicone, mentre la camera a pressione interviene sul pezzo durante la polimerizzazione.
Un contenitore da 10 litri può costare circa 80–160 euro, al quale bisogna aggiungere un compressore e gli eventuali raccordi. Un serbatoio VEVOR da 10 litri, per esempio, viene proposto intorno ai 77 euro, ma nasce per la verniciatura: prima di utilizzarlo per la resina occorre verificare pressione massima, valvola di sicurezza e compatibilità dei raccordi. VEVOR – serbatoio a pressione da 10 litri.
| Attrezzatura professionale | Costo indicativo |
|---|---|
| Camera a pressione | 80–250 € |
| Compressore | 80–180 € |
| Raccordi, tubo e regolatore | 20–60 € |
| Stampi professionali | 50–150 € per set |
| Levigatrice o mini utensile | 40–150 € |
| Aspirazione e ventilazione | 50–250 € |
| Materiali e confezioni iniziali | 100–200 € |
| Investimento complessivo realistico | 420–1.000 € |
La camera a pressione è un recipiente pressurizzato e non va improvvisato con pentole da cucina o contenitori non certificati. Bisogna rispettare rigorosamente la pressione indicata dal produttore e controllare sempre valvole, guarnizioni e raccordi.
Ma come si procede? E questo è un business che funziona? Ecco la seconda parte della guida.
Nota editoriale: prezzi, commissioni e adempimenti possono cambiare. Le cifre riportate sono stime orientative rilevate nell’agosto 2026; per l’inquadramento fiscale e la conformità del prodotto è necessario rivolgersi a professionisti qualificati.
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