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La casa di Kyoto deve affrontare diverse sfide, tra cui la crisi delle memorie RAM e la delicata politica sulle tasse doganali statunitensi. Il presidente Shuntaro Furukawa ha trattato questi temi in un’intervista rilasciata al portale Kyoto Shimbun.
La redditività dell’hardware dipende da fattori come le condizioni di approvvigionamento delle componenti, la riduzione dei costi attraverso la produzione di massa e l’impatto dei tassi di cambio e delle tariffe. È difficile da generalizzare. Fondamentalmente puntiamo ad affrontare quest’obiettivo facendo progredire l’approvvigionamento nel medio-lungo termine.
Il rapido aumento del costo delle memorie RAM, che è causato dalla corsa verso l’intelligenza artificiale, è qualcosa che rischia di essere un problema se tale scenario dovesse continuare di questo passo. Produciamo da fornitori in base ai nostri piani aziendali a medio-lungo termine. Tuttavia l’attuale mercato delle memorie è molto volatile.
Quando gli è stato chiesto se i prezzi (in primis, Switch 2) avessero subito un aumento a seconda dei futuri costi di approvvigionamento, il presidente di Nintendo ha offerto una risposta dal sapore “diplomatico”, definendo tutto quanto “ipotetico” senza aggiungere altro al commento.
La questione legata all’impatto dei dazi posti sul Giappone dagli Stati Uniti è stata affrontata anche da Furukawa, che ha osservato che la politica di base della casa di Kyoto è riconoscere le tariffe come un costo e trasmetterle al più possibile ai prezzi, non solo negli Stati Uniti.
La situazione per Nintendo Switch 2 sembra galleggiare in acque tranquille, ma la vera sfida per la casa di Kyoto è cercare di mantenere tale stabilità senza aggravare sulle tasche del pubblico, nonostante i problemi che stanno complicando la vita all’industria videoludica generale.
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