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Un altro videogioco importante che si aggiunge alla lista dei titoli che cercano di aprire lo sguardo, è Horses. La sua opera shock ci richiama a considerare il fascino del potere, la banalità del male e come disumanizzare gli altri ci spinga a compiere azioni atroce.
Un videogioco che intende scandalizzare lavorando sullo spazio scomodo tipico dell’arte provocatoria. Non ha alcuna intenzione di essere innocuo: vuole mettere in crisi, in ogni senso. È una riflessione sulla banalità del male, sull’anarchia del potere e su come disumanizzare gli altri ci spinga a compiere azioni atroci.
Pur richiamando alla mente gli orrori dei totalitarismi del Novecento, è un’opera molto attuale, che mette in scena meccanismi che il potere continua a sfruttare per indebolire la nostra umanità. Un videogioco che non cerca il consenso e che ha il coraggio di ricordarci quanto sia facile, ancora oggi, limitarsi a eseguire gli ordini.
Caratteristiche del gioco
- Provocatorio, come dovrebbe essere l’arte
- Difícilmente giocherete qualcosa di simile al Salò o le 120 giornate di Sodoma
- Molto grezzo, specialmente nelle animazioni
- Le sessioni più ludiche, come le corse a cavallo, sono le meno riuscite
Perché giocarlo?
- Per scandalizzare e mettere in crisi
- Per riflettere sulla banalità del male e sull’anarchia del potere
- Per capire come disumanizzare gli altri ci spinga a compiere azioni atroce
Pregiudizi
- La difficoltà di giocarlo
- L’aspetto grezzo delle animazioni
- The le sessioni più ludiche sono le meno riuscite
Conclusioni
Horses è un videogioco importante che intende scandalizzare lavorando sullo spazio scomodo tipico dell’arte provocatoria. Non ha alcuna intenzione di essere innocuo: vuole mettere in crisi, in ogni senso. È una riflessione sulla banalità del male, sull’anarchia del potere e su come disumanizzare gli altri ci spinga a compiere azioni atroce.
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