Tempo lettura stimato: 5 minutiC’è sicuramente tanto lavoro dietro la realizzazione di Ea Sports UFC 6, che arriva a quasi tre anni di distanza dalla precedente edizione per consolidare la propria posizione nell’ambito delle simulazioni di combattimento e introdurre tante migliorie, piccole e grandi, che vanno ad aumentare ulteriormente lo spessore tecnico del gameplay. Dotazione e Novità Partiamo proprio dai contenuti e dalle due modalità che saltano all’occhio nella schermata principale di Ea Sports UFC 6. La prima è l’eredità, un racconto inedito in cui ci troveremo a seguire le vicende di Chris Carter partendo da una conferenza stampa che vede il lottatore in netta difficoltà quando viene menzionato il suo famoso padre e la possibilità che sia arrivato fin laggiù soltanto perchè porta lo stesso cognome. Un espediente narrativo che abbiamo visto in altre occasioni, con la storia che poi si “riavvolge” di diversi mesi, quando Chris si allena presso la palestra Believe MMA insieme al pupillo del coach, Danny Lopez: i due sembrano dotati di un grande talento e decidono di affrontare insieme il percorso che li porterà eventualmente a debuttare nell’UFC. Un Gameplay Ulteriormente Migliorato Come accennato in apertura, gli sviluppatori di Ea Vancouver hanno migliorato ulteriormente il gameplay rispetto al già ottimo impianto di cui vi abbiamo parlato nella recensione di Ea Sports UFC 5, andando a valorizzare ancora più le differenze fra i vari atleti, sfruttando un roster ulteriormente ampliato e traducendo la loro fisicità in una combinazione unica di velocità, potenza e portata dei colpi, che si manifesta anche quando affrontiamo la CPU. Sebbene, dunque, il sistema di combattimento mantenga intatta la sua ormai tradizionale staticità, sono aumentati i risvolti tattici e strategici che rendono ogni incontro una battaglia di nervi, tempo e precisione, dove una singola apertura può cambiare il corso dell’incontro e la resa degli impatti produce una sensazione ancora più soddisfacente. La novità del flow state si innesta proprio all’interno di questa cornice: si tratta del tentativo di portare sullo schermo un concetto ben noto agli appassionati di sport da combattimento, lo “stato di grazia” che un atleta riesce talvolta a raggiungere nel mezzo di un match e che gli consente di eseguire una serie di schivate spettacolari per poi mettere a segno colpi da KO. Attivabile sulla base di un indicatore che si riempie man mano che lottiamo e tradotto visivamente in un’improvvisa desaturazione di tutti i colori a parte quelli del nostro personaggio, il flow state ci rende temporaneamente più veloci e resistenti, donandoci dunque lo spunto per poter incidere sull’andamento dello scontro e affondare le nostre manovre migliori. Certamente, nei fatti si tratta di un elemento che richiama una certa tradizione arcade e che non sembra appartenere a una simulazione rigorosa come è stata finora la serie prodotta da Electronic Arts, con un potenziale effetto negativo sul bilanciamento soprattutto durante le partite online, ma abbiamo in ogni caso apprezzato il tentativo di introdurre anche questo aspetto. Non sono invece stati fatti sostanziali passi in avanti per quanto concerne il combattimento a terra, che ora consente di effettuare movimenti che prima mancavano ma si mantiene lento, rigido, completamente affidato a brevi quick time event che segnano un brusco cambio di ritmo rispetto alla lotta in piedi, che si conferma senza dubbio la parte migliore dell’esperienza. Più Fedeltà Visiva Ma Anche Qualche Intoppo Ea Sports UFC 6 utilizza anche stavolta il motore Frostbite e ne concentra le potenzialità su pochi modelli poligonali, il che consente al gioco di mantenere i 60 frame al secondo più o meno stabilmente e di riprodurre i lottatori in maniera ancora più realistica, introducendo al contempo nuove animazioni legate in particolare agli attacchi che è possibile apprendere nel corso della carriera. I replay mancano forse delle inquadrature giuste per risultare davvero spettacolari e non tutti gli interventi effettuati dagli sviluppatori si notano in maniera evidente, come dimostra la resa ancora più plausibile delle ferite (con l’intervento del medico che può fermare l’incontro, già visto nel quinto episodio) e il lavoro sul “contorno” inteso come arena, pubblico, arbitro ed effettistica. Purtroppo gli ottimi risultati ottenuti in gioco cozzano con l’inspiegabile lentezza della navigazione fra i menu che, soprattutto durante le modalità più corpose, presenta una latenza imbarazzante, manca completamente di fluidità nelle transizioni, recepisce i comandi in netto ritardo e produce persino salti dell’audio: ad oggi non sono stati pubblicati aggiornamenti che sistemino il problema, ma speriamo arrivino presto. Conclusione Ea Sports UFC 6 assesta dei bei colpi pur ricevendone qualcuno: il gioco introduce contenuti di valore e migliora il già ottimo gameplay della passata edizione, ma resta ancorato a una carriera dalla struttura decisamente ripetitiva e soffre parecchio la navigazione fra i menu, che su PS5 presenta inspiegabili problemi di latenza e finisce per appesantire la progressione nelle modalità migliori del pacchetto. La lotta a terra risulta ancora legnosa, ma il combattimento in piedi appare più convincente e la novità del flow state si pone come una variabile che non mancherà di far discutere: vedremo se in positivo o in negativo. Post Views:68 Navigazione articoli Il Buon Male di Samanta Schweblin Nuovo Speciale Bundle Nintendo Switch 2 con Pokémon Pokopia disponibile per prenotazione su Amazon