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Siamo nel 2025 e internet è pieno di titoloni: “Scade Windows 10: tutti stanno migrando a Linux!”. “Tutti”, come sempre, vuol dire “un thread su Reddit e tre blog in cerca di click”. Nella realtà, passare davvero a Linux—soprattutto in PA e aziende—non è la fuga romantica dal “male proprietario”, ma un progetto costoso: formazione, compatibilità, assistenza, governance, tool di sicurezza, backup, e gente brava che te lo regge (spoiler: non costa poco).

Cosa succede davvero quando finisce Windows 10

  • Microsoft ha previsto ESU (Extended Security Updates): patch di sicurezza oltre il 14 ottobre 2025. Tradotto: la migrazione non è obbligata “domani mattina”, e molti resteranno dove sono pagando/attivando percorsi ufficiali o convenzioni. la Repubblica
  • Le scuole/PA stanno valutando alternative, sì—ma gli stessi articoli pro-Linux ammettono che la partita è complessa (PC non compatibili con 11, formazione, applicativi verticali, supporto). Agenda Digitale

Italia: quando il “torniamo a Windows” è già successo

Non è una leggenda metropolitana: il Comune di Napoli fece marcia indietro da un percorso Linux/open, riabbracciando ambienti Microsoft (decisione pubblica e discussa all’epoca). fanpage.it+1
Va anche detto che il Comune replicò in seguito: “non è vero che abbiamo tolto tutto Linux; una parte resta, usiamo anche pacchetti open source, e sfruttiamo licenze già pagate”. È un quadro misto (come quasi sempre nelle PA reali). fanpage.it

Fuori dall’Italia, l’esempio più famoso è Monaco di Baviera: grande migrazione a Linux (LiMux), poi ritorno a Windows con un piano da decine di milioni; anni dopo, una nuova giunta ha riaperto all’open source in ottica ibrida. Conclusione: non è un tema tecnico soltanto—è organizzazione, politica, interoperabilità e costi. impresacity.it+3lffl.org+3zeusnews.it+3

“Linux è gratis”: la frase che costa cara

Il sistema operativo può essere gratuito, ma:

  • Assistenza e consulenza non lo sono. Tariffe per sistemisti Linux in Italia (server/infra) non partono da 10 € l’ora: i listini reali parlano di decine di euro/ora e oltre, specie su temi enterprise e incident response. Managed Server
  • Le Linee guida AgID ti ricordano che la scelta va fatta per TCO e riuso, non per ideologia: bisogna valutare sviluppo, migrazione, gestione e sicurezza nel tempo. agid.gov.it+1

La parte che nessuno mette nei titoloni: i dati

Il problema non è “Linux fa perdere i dati”, ma che chi migra senza competenze e senza backup perde i dati, a prescindere dall’OS. E quando succede, la musica cambia: servono specialisti e laboratori di recupero (che costano). Servizi professionali di data recovery su Linux/Unix esistono eccome—e non sono beneficenza.

Le stesse guide e community raccomandano procedure da “tecnico vero” (live media, niente reboot sul disco rotto, imaging, ecc.): se non ce l’hai in casa, paghi. forum.ubuntu-it.org

Perché tanti “passaggi a Linux” finiscono a metà

  • Applicativi verticali e periferiche: c’è sempre “quel gestionale” o “quel macchinario” che richiede driver o componenti proprietari.
  • Formazione e change management: gli utenti non diventano admin di Debian in una settimana.
  • Catena del supporto: trovare subito consulenti Linux bravi, disponibili e “economici” non è come chiamare il cugino per Word—specie in province medio-piccole.

per la stragrande maggioranza, oggi, è un suicidio economico i privati non fanno eccezione

Se non hai già:

  1. un inventario serio di applicativi/driver;
  2. una roadmap con pilot, formazione e fallback;
  3. SLA d’assistenza con chi conosce davvero Linux;
  4. una policy di backup testata;
    allora la migrazione “perché finisce Windows 10” è un meme, non una strategia. Restare su Windows 10 con ESU, aggiornare dove possibile a 11, e migrare porzioni mirate a Linux/OSS dove ha senso (server, servizi web, VDI, laboratori) è spesso meno rischioso e più economico nel ciclo di vita

Concludendo

Ogni volta che leggi “Addio Windows 10, passo a Linux!” oppure “100.000 pc passano a Linux dopo la fine del supporto a Windows 10”, pensa a quando leggevamo “Lavoreremo tutti nel metaverso”. Stesso entusiasmo, stesso distacco dalla realtà.
Linux è un sistema potente, meraviglioso e liberoma non è gratis da gestire. E quando scopri che per far funzionare la stampante, il gestionale e la VPN servono ore di consulenza a tariffa da dentista, capisci che la vera libertà è scegliere in base ai numeri, non agli slogan.

Alla fine, molti torneranno a Windows in punta di piedi, fingendo di non essersene mai andati, e il nostro articolo sarà stato uno dei pochi controccorrente che, però scriviamo oggi, ed è buono per tutta la vita.

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