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Addio Windows 10 per Linux? Certo… poi ci rivediamo quando vi si rompe tutto

Redazione 4 Novembre 2025 4 minuti letti
Linux Windows

Siamo nel 2025 e internet è pieno di titoloni: “Scade Windows 10: tutti stanno migrando a Linux!”. “Tutti”, come sempre, vuol dire “un thread su Reddit e tre blog in cerca di click”. Nella realtà, passare davvero a Linux—soprattutto in PA e aziende—non è la fuga romantica dal “male proprietario”, ma un progetto costoso: formazione, compatibilità, assistenza, governance, tool di sicurezza, backup, e gente brava che te lo regge (spoiler: non costa poco).

Cosa succede davvero quando finisce Windows 10

  • Microsoft ha previsto ESU (Extended Security Updates): patch di sicurezza oltre il 14 ottobre 2025. Tradotto: la migrazione non è obbligata “domani mattina”, e molti resteranno dove sono pagando/attivando percorsi ufficiali o convenzioni. la Repubblica
  • Le scuole/PA stanno valutando alternative, sì—ma gli stessi articoli pro-Linux ammettono che la partita è complessa (PC non compatibili con 11, formazione, applicativi verticali, supporto). Agenda Digitale

Italia: quando il “torniamo a Windows” è già successo

Non è una leggenda metropolitana: il Comune di Napoli fece marcia indietro da un percorso Linux/open, riabbracciando ambienti Microsoft (decisione pubblica e discussa all’epoca). fanpage.it+1
Va anche detto che il Comune replicò in seguito: “non è vero che abbiamo tolto tutto Linux; una parte resta, usiamo anche pacchetti open source, e sfruttiamo licenze già pagate”. È un quadro misto (come quasi sempre nelle PA reali). fanpage.it

Fuori dall’Italia, l’esempio più famoso è Monaco di Baviera: grande migrazione a Linux (LiMux), poi ritorno a Windows con un piano da decine di milioni; anni dopo, una nuova giunta ha riaperto all’open source in ottica ibrida. Conclusione: non è un tema tecnico soltanto—è organizzazione, politica, interoperabilità e costi. impresacity.it+3lffl.org+3zeusnews.it+3

“Linux è gratis”: la frase che costa cara

Il sistema operativo può essere gratuito, ma:

  • Assistenza e consulenza non lo sono. Tariffe per sistemisti Linux in Italia (server/infra) non partono da 10 € l’ora: i listini reali parlano di decine di euro/ora e oltre, specie su temi enterprise e incident response. Managed Server
  • Le Linee guida AgID ti ricordano che la scelta va fatta per TCO e riuso, non per ideologia: bisogna valutare sviluppo, migrazione, gestione e sicurezza nel tempo. agid.gov.it+1

La parte che nessuno mette nei titoloni: i dati

Il problema non è “Linux fa perdere i dati”, ma che chi migra senza competenze e senza backup perde i dati, a prescindere dall’OS. E quando succede, la musica cambia: servono specialisti e laboratori di recupero (che costano). Servizi professionali di data recovery su Linux/Unix esistono eccome—e non sono beneficenza.

Le stesse guide e community raccomandano procedure da “tecnico vero” (live media, niente reboot sul disco rotto, imaging, ecc.): se non ce l’hai in casa, paghi. forum.ubuntu-it.org

Perché tanti “passaggi a Linux” finiscono a metà

  • Applicativi verticali e periferiche: c’è sempre “quel gestionale” o “quel macchinario” che richiede driver o componenti proprietari.
  • Formazione e change management: gli utenti non diventano admin di Debian in una settimana.
  • Catena del supporto: trovare subito consulenti Linux bravi, disponibili e “economici” non è come chiamare il cugino per Word—specie in province medio-piccole.

per la stragrande maggioranza, oggi, è un suicidio economico i privati non fanno eccezione

Se non hai già:

  1. un inventario serio di applicativi/driver;
  2. una roadmap con pilot, formazione e fallback;
  3. SLA d’assistenza con chi conosce davvero Linux;
  4. una policy di backup testata;
    allora la migrazione “perché finisce Windows 10” è un meme, non una strategia. Restare su Windows 10 con ESU, aggiornare dove possibile a 11, e migrare porzioni mirate a Linux/OSS dove ha senso (server, servizi web, VDI, laboratori) è spesso meno rischioso e più economico nel ciclo di vita

Concludendo

Ogni volta che leggi “Addio Windows 10, passo a Linux!” oppure “100.000 pc passano a Linux dopo la fine del supporto a Windows 10”, pensa a quando leggevamo “Lavoreremo tutti nel metaverso”. Stesso entusiasmo, stesso distacco dalla realtà.
Linux è un sistema potente, meraviglioso e libero — ma non è gratis da gestire. E quando scopri che per far funzionare la stampante, il gestionale e la VPN servono ore di consulenza a tariffa da dentista, capisci che la vera libertà è scegliere in base ai numeri, non agli slogan.

Alla fine, molti torneranno a Windows in punta di piedi, fingendo di non essersene mai andati, e il nostro articolo sarà stato uno dei pochi controccorrente che, però scriviamo oggi, ed è buono per tutta la vita.

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Programmatore Esperto, Nerd Veterano, Mago di Internet, essere umano. Giocatore da tempi immemori di Magic ha scalato le classifiche per oltre un decennio, non dimenticando le sue sessioni GDR con diverse modalità e ambientazioni.

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