Il franchise Splinter Cell, che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dei videogiochi, si è recentemente rivolto alla televisione con la serie Splinter Cell Deathwatch. Lo spunto per questa serie è stato il ritorno di Sam Fisher, l’agente sotto copertura creato da Tom Clancy, che ora si trova a fare i conti con un passato complesso.
La storia segue Sam Fisher e la sua nuova collega Zinnia McKenna, una giovane agente del Fourth Echelon impegnata in una operazione in Lituania. Tuttavia, il loro piano va fuori strada e sono costretti a fuggire per la vita, legati a una multinazionale dell’energia pulita chiamata Displace International.
La serie è stata realizzata con un team di autori che hanno scelto di favorire principalmente il dipanarsi della trama principale, lasciando spazio al ritmo e alla tensione. Il formato del programma funziona bene, ma forse a scapito dell’amicizia tra i due protagonisti.
La caratterizzazione di Zinnia McKenna è degna di nota, mentre quella della mercenaria Freya è unica e affascinante. Tuttavia, la storia potrebbe essere stata più complessa e profonda se non si fosse optato per una semplicità eccessiva.
La animazione è generalmente di buona fattura, con alcuni momenti di lotta e di azione che sono convincenti e credibili. Il sound design è curatissimo e aggiunge uno strato di realismo alle scene.
In totale, Splinter Cell Deathwatch è una serie animata che rispetta lo spirito del franchise facendo della tensione latente il proprio fiore all’occhiello. Sebbene ci siano alcune lacune riconducibili alla formula del prodotto, la serie è un contenuto adatto a tutti e ben curato dal punto di vista tecnico.
Multiplayer.it 7.5
Fatta eccezione per alcune piccole lacune riconducibili più alla formula del prodotto che alla sua realizzazione, Splinter Cell Deathwatch è una serie animata che rispetta lo spirito del franchise facendo della tensione latente e costante il proprio fiore all’occhiello.
L’avventura di Fisher e McKenna è lineare nel suo incedere e potrebbe apparire forse troppo semplificata ai fan storici della cellula fantasma, ma si dimostra comunque un contenuto adatto a tutti, ben curato dal punto di vista tecnico ma forse un po’ timido sul fronte dell’alchimia tra i protagonisti.
La seconda stagione è dunque chiamata a confermare quanto di buono fatto dai primi 8 episodi e a spingere un po’ di più dove necessario. Ma permettici una domanda, Sam: quand’è che tornerai a pensare anche ai videogiocatori?
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