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L’ultimo romanzo di Elizabeth Strout “Raccontami tutto” (Einaudi 2025, nella bella traduzione di Susanna Basso) era molto atteso, perchè per la prima volta si incontravano nello stesso libro Lucy Barton e Olive Kitteridge, le due protagoniste più amate dell’autrice americana, Premio Pulitzer nel 2008 proprio con “Olive Kitteridge” (pubblicato in Italia da Fazi). Di certo il romanzo non delude le attese ma lo fa, in modo imprevisto, mettendo al centro della narrazione un nuovo personaggio maschile destinato a conquistare il cuore dei lettori.
La trama, in breve:
Il romanzo inizia dove era finito il precedente “Lucy davanti al mare” (non indispensabile da leggere per comprendere questo libro). La pandemia sembra finita, e la scrittrice Lucy Barton ormai vive stabilmente in una piccola città del Maine con l’ex marito William, con cui si è ricongiunta proprio durante il lockdown. È qui che conosce Olive Kitteridge, ospite di una casa di riposo ma sempre desiderosa di raccontare.
1. Una persona che non si arrende al cinismo
Bob Burgess non ha avuto un’esistenza facile. Per quasi tutta la sua vita ha creduto di essere stato il responsabile della morte accidentale di suo padre, sino a quando il fratello maggiore Jim non si è assunto le sue responsabilità. Bob Burgess è un uomo semplice, che si innamora di Lucy Barton per il suo fascino di donna capace di ascoltare e narrare ma anche per la sua complessità.
2. La grande magia delle storie e il senso della vita
Elizabeth Strout è una narratrice straordinaria dallo stile avvolgente e scorrevole. I suoi libri sono pieni di racconti che si svolgono in parallelo alla trama principale e le sue voci sono Olive Kitteridge e Lucy Barton. Due donne acute, affamate di vite, che fanno i conti con le loro luci, le loro ombre e, soprattutto, la loro avidità di intrecci e trame. Due donne che si incontrano per scambiarsi delle storie, per stupirsi e per cercare niente meno che il senso della vita.
3. Sopravvivere a un tempo difficile
Se “Lucy davanti al mare” è forse il miglior romanzo sulla pandemia che io abbia letto, “Raccontami tutto” può apparire un ritiro dell’autrice in uno stile di scrittura minimalista e dedicato alle piccole vite quotidiane dei suoi personaggi: intense, ma avulse da ciò che accade intorno a loro. In realtà i personaggi della Strout sono fucili che si piegano per non essere spezzate da una realtà aggressiva e feroce.
Ed è da questa empatia che nascono i tre buoni motivi per leggere “Raccontami tutto”.
Il libro si conclude con la consapevolezza che anche nella più cupa delle tragedie c’è una scintilla di umanità da raccogliere e custodire con le parole e la scrittura. Ogni libro della Strout è così ricco che non si può che chiedere anche a lei: raccontami tutto.
Ed è proprio questo il senso della vita: non lasciarsi intimorire dalla difficoltà e dalla violenza del mondo, ma cercare di sopravvivere e di raccontare, di ascoltare e di comprendere gli altri.
In breve, “Raccontami tutto” è un romanzo che ci fa comprendere la vera natura umana e la sua capacità di resistere alla violenza e alla divisione, e che ci aiuta a ritrovare il senso della vita anche nel mezzo della tempesta.
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