Femminista, postmoderno, audace

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L’ondata postmoderna americana ha attinto molto dalla cultura giapponese, ma non c’era stata una letteratura giapponese postmoderna. Sino ad oggi: con “La donna muore” (e/o 2026), la scrittrice Matsuda Aoko si impone come una voce capace di trasmettere messaggi forti e dissacranti attraverso uno stile audace e sperimentale e allo stesso tempo accattivante e coinvolgente. Una voce critica dalla sapienza narrativa dirompente che si affianca a scrittrici come Hiroko Oyamada, Natsue Kirino, Mieko Kawakami, Murata Sayaka, Rie Qudan.

Racconti brevi, tanta fantasia

“La donna muore” è una raccolta di 53 racconti brevi o brevissimi che in un tripudio di invenzioni narrative affrontano tematiche come la condizione della donna, del lavoro e della società giapponese senza fare sconti a niente e a nessuno e brandendo l’ironia per sferrare attacchi che vanno sempre a segno.

Femminismo affilato e non convenzionale

La narrativa di Matsuda Aoko è dichiaratamente femminista e in racconti come “La donna muore” o “Curriculum vitae” il messaggio è trasmesso esplicitamente attraverso una scrittura allo stesso tempo asciutta e impetuosa, che usa un realismo essenziale e diretto per rendere esplicite le dinamiche patriarcali della società giapponese.

Svelare la nostra oscura condizione umana

Un tratto fondamentale della narrativa di Matsuda Aoko è la denuncia delle dinamiche di alienazione del capitalismo contemporaneo. Senza alcuna retorica ma attraverso la forza dell’immaginario, racconti come “A te che dormi in un deposito d’armi”, “Il denaro” o le struggente “La mano verde acqua” e “L’anno invisibile dei fiori selvatici” mostrano le dinamiche di un certo tipo di alienazione.

Una sarabanda postmoderna

I racconti di “La donna muore” ingoiano prodotti culturali e mediatici come la serie tv “Criminal Minds”, i film di 007, la passione per il crime, il feticismo della merce, Bette Davis e li mischiano con elementi del folklore giapponese come gli yokai e le fiabe nere: un cortocircuito tipicamente postmoderno.

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