Ho letto spesso From paragonata a Lost. Non è difficile capire il perché: la serie ideata da John Griffin e proposta in Italia da Paramount+ ha tra i suoi protagonisti Harold Perrineau, già interprete di Michael in Lost, e soprattutto costruisce gran parte del suo fascino intorno a misteri, domande e situazioni apparentemente inspiegabili.
Il paragone, però, finisce quasi per aumentare la curiosità. From sembra avere tutti gli ingredienti per diventare una di quelle serie capaci di trascinare lo spettatore dentro il proprio universo, spingendolo a cercare indizi, formulare teorie e mettere continuamente in discussione quello che crede di aver capito. Le quattro stagioni da dieci episodi ciascuna rappresentano quindi più un invito che un ostacolo, soprattutto sapendo che una quinta stagione è già in lavorazione.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che rende From così interessante ancora prima di iniziarla: la quantità di misteri e storyline che sembrano accumularsi episodio dopo episodio. Meglio quindi sapere il meno possibile della trama e arrivare alla visione senza troppe anticipazioni, lasciando alla serie il compito di svelare gradualmente personaggi, luoghi e segreti.
Il rischio di iniziare una storia ancora in corso naturalmente esiste, soprattutto quando le domande sembrano moltiplicarsi più velocemente delle risposte. Ma in questo caso prevale decisamente la curiosità. Il confronto con Lost, invece di rappresentare un motivo di diffidenza, aumenta ulteriormente la voglia di scoprire quale direzione prenderà la storia e soprattutto se tutti i misteri troveranno prima o poi una spiegazione convincente.
From finisce così direttamente nella lista delle serie da vedere, con aspettative piuttosto alte e la sensazione che potrebbe essere difficile fermarsi dopo i primi episodi. A questo punto resta soltanto da iniziare il viaggio e scoprire se l’attesa sarà ripagata.
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