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Il romanzo “Tokyo Soup” di Murakami Ryū è uscito in Giappone nel 1997. Una sua prima edizione italiana, tradotta dall’inglese ed ormai quasi introvabile, fu pubblicata nel 2006 da Mondadori e alla fine del 2025 è tornato finalmente disponibile grazie alla casa editrice Atmosphere e alla splendida traduzione, dal giapponese, di Gianluca Coci, che ha curato anche la postfazione.

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Quello di Murakami Ryū è un romanzo che vibra di una tensione permanente grazie a una scrittura in slow motion, capace di dilatare il tempo e avvolgere il lettore nella stessa tela in cui si trova Kenji nelle sue tre notti con Frank. Tre notti che lasciano il segno, come tre sono i buoni motivi per leggere “Tokyo Soup”.

Il Giappone Oscuro E Rimosso

“Tokyo Soup” è lontanissimo dall’idea della letteratura giapponese che abbiamo avuto per molto tempo e ancora abbiamo alle nostre latitudini, spesso fatto di gattini e piccoli negozietti. Scritto all’apice di quello che i giapponesi definiscono “il decennio perduto”, in cui la crisi economica travolse l’ottimismo sfrenato e cinico degli sfavillanti anni ’80, il romanzo raffigura una Tokyo abitata da anime perse, alla deriva, svuotate da ogni valore.

I Quartieri A Luci Rosse In Cui Kenji Accompagna Frank Sono Più Squallidi Che Sensuali, Più Depressi Che Trasgressivi, Ed È Per Questo Che La Violenza Sembra Quasi Un Incantesimo Liberatorio. “Tokyo Soup” Fa Quello Che Fanno Tutti I Noir Migliori: Raccontando Le Tenebre Porta Alla Luce Quello Che Le Società Nascondono, Ed Il Problema Delle Notti Di Kenji, Alla Fine, Sono I Risvegli.

Pulp Del Sol Levante

Gli Anni ’90 Sono Stati Il Decennio Pulp. Quentin Tarantino Vinse Tutto Con “Pulp Fiction”, In Italia Imperversavano Gli Scrittori “Cannibali” (Ammaniti, Nove, Santacroce, Scarpa E Altri) E, Anche Se In Pochi Lo Ricordano, Nel 1997, Anno Di Uscita Di “Tokyo Soup” Il Regista Giapponese Takeshi Kitano Vinse Il Leone D’oro A Venezia Con La Sua Oscura Gangster Story “Hana Bi”.

Dopo Il Disimpegno Del Decennio Precedente, L’Imaginario Faceva Espodere Le Contraddizioni Di Un Mondo Di Nuovo Capace Di Contestare Il Presente E Creare Uno Spazio Per Il Futuro. Un Immaginario Che Si Nutriva Di Una Cultura Giapponese Underground Poco Conosciuta Al Pubblico, Se Non Per Gli Appassionati Di Manga E Anime. “Tokyo Soup” È Una Pietra Miliare Di Questo Genere E Va Ringrazia Atmosphere Per Far Conoscere In Italia Un Autore Come Murakami Ryū Che Ha Portato La Letteratura Di Genere Giapponese Là Dov’Ellroy Portò Quella Americana.

Frank E Kenji, Persi Nella Notte

Buona Parte Del Libro È Giocata Sul Rapporto Tra L’Americano Frank E Il Giapponese Kenji: Tentano Di Capirsi, Di Trovare Un Modo Per Tradursi, Ma Rimancono Sempre Irriducibili L’Uno All’Altro. I loro Dialoghi E I Monologhi Interiori Di Kenji (Che È La Voce Narrante) Sono Persi Nel Labirinto Dell’incomprensione, Ed È Solo Attraverso Gli Avvenimenti Che Condividono Che Riescono A Prendere Coscienza Di Sé E Del Mondo In Cui Vivono.

Quello Che Li Unisce, Alla Fine, È Un Condiviso Senso Di Solitudine E Disagio Rispetto A Ciò Che Li Circonda E Anche Se Kenji È Terrorizzato Da Frank, È Nello Stesso Tempo Incapace Di Separarsi Da Lui: Perchè La Distruzione Seminata Da Questo Straniero Ha Anche Uno Strano Potenziale Liberatorio. La Verità È Che I Due Sono Nella Stessa “Zuppa Di Miso”, Dov’Individui Si Dibattono Per Non Affogare. Quello Che È Certo E Che Chi Leggerà “Tokyo Soup” Non Potrà Dimenticarli.

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Press Release

Di Redazione NerdAuthority

Questo articolo è stato generato o tradotto automaticamente da fonti pubbliche, verificato e adattato dalla redazione digitale.