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Una giocatrice professionista per anni ha finto di giocare durante competizioni e tornei ufficiali, affidandosi a un’altra persona che da remoto simulava le sue giocate.
La vicenda coinvolge Tokyogurl, atleta della nazionale thailandese di Arena of Valor. L’atleta si era costruita una reputazione solida all’interno della scena competitiva di Arena of Valor, titolo mobile protagonista della vicenda. Le “sue” abilità le avevano permesso di entrare in Talon Esports e di essere selezionata per rappresentare la Thailandia ai Southeast Asian Games 2025, senza passare da prove di selezione.
La verità è emersa durante la semifinale dei Southeast Asian Games 2025 tra Thailandia e Vietnam, disputata a Bangkok. Alcuni membri dello staff hanno notato una discrepanza evidente tra i movimenti delle mani di Tokyogurl e le azioni eseguite a schermo durante la diretta ufficiale.
Il caso esplode quando è stato scoperto che Tokyogurl stava utilizzando Discord per ricevere uno screen share da un’altra persona che stava giocando al suo posto da remoto. Da quel momento, privata dell’assistenza, la sua prestazione è crollata e la Thailandia ha perso l’incontro 0-3.
La conseguenza più pesante è stata la squalifica della giocatrice dal torneo, oltre alle azioni legali che sono state dichiarate contro i responsabili. L’intera nazionale femminile thailandese di Arena of Valor ha deciso di ritirarsi dal torneo, e il contratto con Tokyogurl è stato rescisso.
La confessione del giocatore che fingeva di giocare
Il 2 gennaio 2026, è arrivata la confessione definitiva: Cheerio, ex giocatore professionista di Arena of Valor e fidanzato di Tokyogurl, ha ammesso pubblicamente di essere lui il giocatore remoto che, per anni, disputava le partite al suo posto.
La confessione è stata pubblicata su TikTok da Cheerio, che si è assunto la piena responsabilità dell’accaduto, scusandosi con la community eSports e gli atleti coinvolti. Tokyogurl, invece, ha pubblicato soltanto un breve messaggio di scuse sui social, per poi sparire dalla scena pubblica.
Diversi membri del team hanno raccontato di segnali sospetti già presenti: Tokyogurl evitava allenamenti in presenza, non mostrava mai mani o schermo durante le live e trovava spesso scuse per non giocare dal vivo. Tuttavia, la sua popolarità online ha avuto la meglio sui controlli.
Con il senno di poi, questo scandalo resterà una delle pagine più controverse nella storia degli eSports competitivi.
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