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Nintendo ha brevettato le evocazioni dei mostri

Redazione NerdAuthority 19 Settembre 2025 4 minuti letti
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Un brevetto USA che descrive la meccanica base di molti giochi creature-collector: da Pokémon a Palword, passando per qualunque “evoca e fai combattere”. Nintendo, in collaborazione con The Pokémon Company, ha ottenuto un nuovo brevetto negli Stati Uniti che riguarda un meccanismo di gameplay tanto “classico” quanto onnipresente nei giochi di creature: evocare un personaggio (un “sub character”) che combatte per te.

Il brevetto in questione è stato depositato nel 2023 e approvato recentemente dall’USPTO senza particolari obiezioni. Esiste anche un altro brevetto collegato che riguarda lo “smooth switch” (passaggio fluido) tra oggetti cavalcabili o montabili.

Cosa copre davvero questo brevetto e perché è tanto importante per Nintendo? Secondo le descrizioni ufficiali e le analisi indipendenti, il gioco deve essere su console, PC o dispositivo simile con un supporto di memoria (“storage medium”) che contenga il programma.

Il giocatore controlla un personaggio che si muove in uno spazio virtuale. Deve essere possibile evocare un “sub character” (cioè un’entità che non è il giocatore principale) sul campo, usando un input specifico.

Se al momento dell’evocazione c’è già un nemico nel luogo dove compare il sub character, si innesca un combattimento “manuale” o “assistito”. Se non c’è, può muoversi automaticamente fino a incontrarlo, oppure il giocatore può dirigerlo. Queste condizioni sembrano descrivere meccaniche usate in decine, forse centinaia di giochi, non solo Pokémon ma anche altri titoli con evocazioni, minion, pet, supporti automatici o semiautomatici.

Oh, la meraviglia del progresso: Nintendo ora possiede legalmente un pezzo di quel gameplay che molti di noi tengono per scontato come il pane quotidiano o bere un bicchiere d’acqua nei giochi. Vuoi far combattere un mostro al posto tuo? Attenzione, potresti infrangere un brevetto. Evochi un alleato in qualche modo sul campo di battaglia? Forse ti sfugge di mano una causa legale.

Nintendo effettua questo passo probabilmente con l’obiettivo di tutelare Pokémon e limitare la concorrenza diretta, in particolare Palwrold, già coinvolto in cause legali con Pocketpait.

This is a dangerous game: brevetti così generici rischiano di soffocare la creatività, soprattutto quella dei piccoli team indipendenti che non hanno i mezzi legali ed economici per difendersi. Un’azienda enorme come Nintendo può permettersi di depositare brevetti su meccaniche che esistono da decenni; uno studio indie invece potrebbe essere costretto a cambiare progetto o rinunciare a un’idea solo per evitare guai.

Il fatto che l’USPTO approvi un brevetto tanto ampio e poco specifico lascia molti dubbi sull’efficacia del sistema: si tratta di un’innovazione reale o di una mossa puramente difensiva per blindare il mercato? Il rischio è che, a furia di mettere il lucchetto anche su concetti basilari, il settore finisca in un pantano legale in cui la sperimentazione diventa un campo minato.

In conclusione: capisco la logica aziendale che spinge Nintendo a tutelare Pokémon e i suoi franchise, ma come appassionato credo che questa sia una direzione pericolosa. Non danneggia i giocatori direttamente, ma colpisce chi crea i giochi che amiamo. E se gli sviluppatori hanno sempre più paura di usare idee “troppo simili”, il risultato sarà un’industria più povera e meno libera.

La sfida per la creatività

Quindi, cosa ne pensate? Pensate che Nintendo abbia fatto una mossa corretta? O c’è qualcosa di sbagliato in questo brevetto?

Il mondo dello sviluppo videoludico è un campo in continua evoluzione e la creatività è la chiave per il successo. Ma se i grandi aziendamenti come Nintendo iniziano a controllare tutto, cosa succede alla piccola gente? La risposta è che la libera espressione diventa un’ombra del passato.

Il settore videoludico ha bisogno di innovazione e di sperimentazione. Ma se i brevetti diventano sempre più ampi e generici, il risultato sarà una industria che si ferma nel suo stadio di maturità e non riesce a evolversi.

Quindi, la risposta è no, Nintendo non ha fatto una mossa corretta. Ha fatto qualcosa di pericoloso per l’industria del gioco. E noi dobbiamo essere attenti perché il futuro della creatività sia al sicuro.

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