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La storia del villaggio operaio Mensaleri, fondato dall'imprenditore della carta Celso Mensa alla fine dell'800, è un esempio di come il capitale possa distruggere e controllare le comunità, ma anche di come una società basata sul collettivo possa creare abbondanza senza generare povertà.
Il romanzo “Mensaleri” di Wu Ming 2 è un ibrido letterario di verità e finzione che racconta la storia del villaggio e della sua lotta per il controllo del segreto del latte di vino, una sostanza che potrebbe “allungare” il tempo.
Il capitale si basa sulla distruzione creatrice, un concetto che è valso ancora quest'anno il premio Nobel per l'Economia a Philippe Agion. Tuttavia, “Mensaleri” contesta questa forza in due modi. Innanzitutto, raccontando tutto ciò che viene distrutto, senza scrupoli, in nome del profitto: l’ambiente, le tradizioni, la solidarietà tra le persone, i piaceri, la libertà di decidere per sé stessi.
Ma soprattutto, dimostrando che una società basata sul collettivo e non sulla competizione tra individui ha una sua straordinaria capacità creativa, che cambia il mondo senza distruggerlo, che crea abbondanza senza generare povertà, che usa il tempo senza consumarlo.
Il progetto Mensaleri Duemila è un esempio di come la posta in gioco possa essere il tempo. I padroni vogliono impossessarsi del segreto del latte di vino per trasformare una sostanza pubblica in prodotto e vendere.
Le donne custodi del segreto lottano quindi per difenderlo dall’esproprio e dalla privatizzazione, tramandandosi non una formula o una ricetta ma la dimensione del collettivo, dello stare insieme. Una forza più grande di qualunque miracolo.
La storia dei maghi cartomanti che affiancano i Mensa come consulenti aziendali è un esempio di come la superstizione possa essere usata per nascondere la vera natura delle cose.
Il romanzo “Mensaleri” è un esempio di come una società basata sul collettivo possa creare un futuro migliore senza distruggere il presente. È un invito a riscoprire la forza del collective e a creare un mondo più giusto e equo.
La speranza è proprio che lo facciano in tanti, e che si riconoscano tutti nel popolo eroe di questo romanzo storico. Il futuro è nelle nostre mani, e dobbiamo decidere se vogliamo creare un mondo più basato sul profitto o su una società più giusta e equa.
La lotta per il tempo
La posta in gioco tra la famiglia Mensa e i loro operai è il tempo. I padroni vogliono impossessarsi del segreto del latte di vino per trasformare una sostanza pubblica in prodotto e vendere.
Le donne custodi del segreto lottano quindi per difenderlo dall’esproprio e dalla privatizzazione, tramandandosi non una formula o una ricetta ma la dimensione del collettivo, dello stare insieme. Una forza più grande di qualunque miracolo.
Il segreto indicibile dei ricchi
Dietro la presunta razionalità di manager e finanzieri c’è più superstizione che nel popolo che si affida alla Madonna del Latte. Ciò che i Mensa rivendicano in nome della ragione e del merito è imbevuto di magia e trucchi.
La storia dei maghi cartomanti che affiancano i Mensa come consulenti aziendali è un esempio di come la superstizione possa essere usata per nascondere la vera natura delle cose.
Conclusione
Il romanzo “Mensaleri” di Wu Ming 2 è un invito a riscoprire la forza del collective e a creare un mondo più giusto e equo. È un esempio di come una società basata sul collettivo possa creare abbondanza senza generare povertà, e di come il capitale possa distruggere e controllare le comunità.
La speranza è proprio che lo facciano in tanti, e che si riconoscano tutti nel popolo eroe di questo romanzo storico. Il futuro è nelle nostre mani, e dobbiamo decidere se vogliamo creare un mondo più basato sul profitto o su una società più giusta e equa.
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