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Porfirio Rubirosa, il cantautore veneto-lucano autodefinito “Il Capo dei Dadaisti”, torna sulle scene discografiche con il suo nuovo singolo “La mia parola è un impegno”. Quest’opera, uscita su tutte le piattaforme digitali, rappresenta un ritorno al formidabile stile del cantautore, che si appoggia alla sua consueta capacità di evitare schemi e convenzioni.

“La mia parola è un impegno” costituisce una vera e propria discesa nella spirale della disperazione umana. Il pezzo, infatti, oltre a non rispettare nessuno degli schemi consueti della canzone – non ci sono strofe né ritornelli – costituisce una vera e propria discesa nella spirale della disperazione umana, attraverso un inizio comico-grottesco, fino alla più drammatica delle conclusioni.

Una canzone che parla di difetti, promesse di cambiamento non mantenute, rapporti umani, i cui echi rimandano inevitabilmente all’opera di Piero Ciampi, da sempre nume tutelare di Porfirio Rubirosa. La profondità emotiva del brano è la chiave della scelta iconoclasta del cantautore di evitare foto e/o raffigurazioni di copertina (è presente solo un fondo nero) e, più in generale, l’assenza della tradizionale comunicazione per immagini.

Spiega il cantautore: “Tendiamo inevitabilmente a trattare con superficialità e leggerezza i nostri difetti. Ma sono proprio quelli a tracciare il solco che ci separa da chi ci ama. Finché un giorno ci accorgiamo che quella distanza è divenuta ormai incolmabile. E così ci ritroviamo soli. Disperatamente incapaci di recuperare un rapporto. Della cui distruzione siamo i principali responsabili.”.

Il brano è costruito su un recitar-cantando sempre più incalzante che si appoggia su una base orchestrale, arrangiata da Fabio Merigo (Giuliano Palma & The Bluebeaters, Nina Zilli, Africa Unite, The Originals), che ha prodotto artisticamente il singolo insieme a Porfirio Rubirosa.

La produzione di “La mia parola è un impegno” rappresenta anche il primo lavoro del neonato brand discografico “Dischi del Lammione”, che fa capo proprio a Porfirio Rubirosa. Il relativo videoclip, per la regia di Alessandro Bolettieri, è stato girato a Grassano, in provincia di Matera, paese di origine di Porfirio Rubios

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