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La formazione post-rock Jagged City ha lanciato una forte critica alla piattaforma di streaming Spotify con la pubblicazione del loro nuovo singolo, “Imaginary Lines”. Il brano, che sarà il primo estratto dall’EP in uscita il 30 gennaio, contiene un messaggio di protesta contro gli investimenti di Spotify nella tecnologia per applicazioni militari e le basse paghe degli artisti.
Il messaggio del duo è chiaro: “Questo è un annuncio pubblico da parte di Jagged City. A causa dei loro investimenti in armamenti AI, delle paghe molto basse per gli artisti e della promozione di canzoni completamente create da macchine, questo traccia non sarà disponibile su questa piattaforma. Siamo soliti acquistare la nostra musica dal nostro label, Pelagic Records, al vivo dai membri del gruppo ai venditori Bandcamp o a un’altra piattaforma di streaming meno compromessa.”
Il messaggio si ripete per due minuti, con una voce che rallenta e diventa stridula. Spotify è stata protagonista di numerose controversie negli ultimi anni, tra cui la decisione di promuovere i reclutamenti per l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) nel luglio scorso.
La band, composta da Jake Woodruff al chitarra, Carlos Torres alla bassa e Urian Hackney alla batteria, ha una storia ricca. Il loro nuovo EP, “There Are More Of Us, Always”, sarà disponibile il 30 gennaio e vedrà la luce su un’opinione critica a Spotify.
“‘Imaginary Lines’ è una meditazione sulla natura delle linee, delle frontiere e delle classifiche”, ha spiegato Woodruff. “Tutte le linee sono immaginarie – tutte le frontiere sono false, tutte le classifiche non sono reali. Noi siamo tutti connessi e ogni linea fatta con la forza e il potere è una negazione di questo. La musica è come un’orchestra che suona insieme in armonia”.
“Imaginary Lines” è un brano che parla della natura delle linee, delle frontiere e delle classifiche, ma anche dell’importanza di non credere alle divisioni. La canzone è il primo estratto dall’EP “There Are More Of Us, Always”, che sarà disponibile per la prima volta il 30 gennaio.
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