Negli ultimi anni young adult e romance hanno spesso raccontato relazioni costruite attorno a dinamiche sentimentali controverse, tra protagoniste ingenue e personaggi maschili affascinanti, dominanti e problematici. Cenerentola è morta di Kalynn Bayron sceglie una strada differente: prende una delle fiabe più conosciute al mondo e la trasforma in una storia di emancipazione, libertà e ribellione.
Il risultato è un retelling in chiave femminista di Cenerentola, rivolto principalmente a un pubblico young adult, nel quale il tradizionale concetto di “lieto fine” viene completamente rimesso in discussione.
Cenerentola è morta da duecento anni
La storia è ambientata nel regno di Lille, circa duecento anni dopo la morte di Cenerentola. La sua vicenda non è più soltanto una fiaba, ma è diventata il mito sul quale si fonda l’intera società.
Ogni anno viene organizzato un grande ballo durante il quale tutte le ragazze devono presentarsi agli uomini disponibili nella speranza di essere scelte come mogli. Dietro questa apparente tradizione romantica si nasconde però una realtà molto più inquietante.
Le donne hanno pochissima possibilità di decidere del proprio futuro e le ragazze che non riescono a trovare marito dopo un certo numero di balli vengono considerate “inadempienti”, portate via e destinate a scomparire misteriosamente.
Il mito del Principe Azzurro diventa così uno strumento attraverso il quale mantenere una società autoritaria, dove agli uomini spetta scegliere e alle donne adeguarsi.
Una protagonista che non vuole essere salvata
Al centro della storia troviamo Sophia, sedici anni, innamorata della sua migliore amica e per nulla intenzionata ad accettare il futuro che il regno ha stabilito per lei.
Durante il ballo, dopo essere stata testimone dell’ennesima violenza, Sophia decide di ribellarsi e fuggire. Il suo viaggio la porterà nei boschi e soprattutto sulle tracce della vera storia di Cenerentola.
Perché qualcosa nella versione raccontata da generazioni non torna.
Sophia scoprirà progressivamente che dietro la romantica storia conosciuta da tutti si nascondono segreti capaci di mettere in discussione le fondamenta stesse del regno. La fuga si trasforma così in una ribellione contro un sistema che da secoli impedisce alle donne di scegliere liberamente il proprio destino.
Non solo un messaggio
Sarebbe però riduttivo considerare Cenerentola è morta soltanto un romanzo a tema femminista. Kalynn Bayron costruisce anche una vera avventura fantasy, soprattutto quando la storia entra nel vivo.
Non mancano fughe, inseguimenti, combattimenti, magia, sangue, misteri e qualche colpo di scena. La componente romance è presente, ma rimane inserita all’interno di una vicenda più ampia.
Le circa 368 pagine scorrono velocemente grazie a un ritmo generalmente sostenuto e a una struttura semplice, tipicamente young adult. Alcuni sviluppi risultano prevedibili e determinati temi avrebbero probabilmente meritato maggiore profondità, ma il romanzo riesce comunque a mantenere vivo l’interesse.
Particolarmente riuscita è l’idea di utilizzare elementi immediatamente riconoscibili della fiaba originale per trasformarne completamente il significato. Anche figure come la Fata Madrina vengono reinterpretate e inserite in una storia decisamente meno rassicurante di quella conosciuta da bambini.
Chi ha davvero bisogno del Principe Azzurro?
È proprio nel ribaltamento della fiaba tradizionale che Cenerentola è morta trova la sua identità.
Il romanzo mette in discussione l’idea secondo cui il lieto fine debba necessariamente coincidere con l’arrivo di un principe e con il matrimonio. Sophia non aspetta qualcuno che venga a salvarla: vuole poter decidere chi amare e quale vita vivere.
Ma c’è anche un’altra idea interessante: chi ha raccontato la storia di Cenerentola?
Il libro gioca sul modo in cui una storia può essere modificata, idealizzata e infine utilizzata per giustificare un determinato modello di società. Scoprire cosa sia realmente accaduto alla celebre principessa diventa quindi importante quanto seguire la ribellione della protagonista.
Cenerentola è morta è in definitiva un buon young adult che mescola fantasy, romance e avventura con un messaggio di emancipazione molto evidente. Non rivoluziona il genere e qualche passaggio rimane piuttosto prevedibile, ma offre una reinterpretazione originale e piacevole di una fiaba che sembrava ormai essere stata raccontata in ogni modo possibile.
E soprattutto ribalta una delle sue convinzioni più radicate: per raggiungere il proprio lieto fine, non è affatto necessario aspettare il Principe Azzurro.
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